Numero civico 35 (primavera 2005)

In alcuni casi è importante farsi riconoscere. Per distinguersi dagli altri, perchè si è vanitosi o per sopravvivenza.
Questa foto rappresenta l'ultimo caso.  
In una strada, rinomata via del centro di Bologna, è presente questo palazzo, sede di rinomate attività commerciali e di blasonate casate, che per almeno 400 anni hanno governato all'ombra delle due torri. Per ovvi motivi quindi hanno richiesto di rimanere in incognito, ma sicuramente l'osservatore più attento ha capito di che edificio stiamo parlando.
Ebbene, famiglie e attività per una volta si sono trovate d'accordo nel risolvere una volta per tutte l'annosa piaga del postino miope. Postino miope che in quella via posizionava costantemente tutte le lettere, pacchi, raccomandate e via discorrendo, al numero civico 33 mentre in realtà erano di appartenenza della struttura di cui in foto. Nonostante le richieste alle Poste di sostituire l'impiegato con evidenti problemi di astenopia presbitismo, miopia, astigmatismo, le Poste hanno sempre risposto che l'impiegato fosse anche daltonico, conseguentemente non potevano privarsi di un elemento tale.
Il passo successivo, da parte dei condomini, fu quello di comprare un paio di occhiali a due falde ad alta soluzione matematica vhs (vhs = very high solution). Tuttavia il postino li ruppe scivolando sul tappeto di benvenuto del 33, recapitando l'ennesimo pacco (sbagliato) .
Stremati, la famiglia R. e lo Studio G. del palazzo di cui in foto pensarono bene di farsi riconoscere meglio dal postino. Chiamarono l'impresa edile F. e ridisegnarono la parete, sostituendo il vetusto civico (effettivamente rovinato e poco leggibile) rimpiazzandolo non solo con uno moderno ma in classico stile bolognese, ma ricoprendo la facciata di civici. Finalmente anche il postino poteva riconoscere la casa e consegnare la posta alle persone giuste.
Peccato che l'impresa F. mise il numero sbagliato: il 29 e non il 35.